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Gianluigi Trovesi,
intorno a Pietro Antonio Locatelli
Gianluigi Trovesi clarinetti e sax alto
Paolo Manzolini, chitarra - Marco Esposito, basso - Vittorio Marinoni, batteria - Orchestra Enea Salmeggia
Gabriele Comeglio direzione
Progetto artistico di Gianni Bergamelli
Primo violino Cesare Zanetti
Gianluigi Trovesi è un virtuoso del sax alto e dei clarinetti ed un ricercatore colto e curioso. E’ riuscito, con una caparbietà tutta bergamasca, a tracciare un percorso artistico personale che coniuga la musica accademica e le dissonanze jazzistiche, la tradizione popolare e le melodie sacre. Il tutto senza venir meno al rigore della composizione tradizionale e istantanea, o improvvisazione. Questo nuovo progetto “intorno a Pietro Antonio Locatelli”, si confi gura quindi una sorta di “round about” che vede il grande violinista e compositore del settecento il punto di arrivo di un viaggio che hanno compiuto insieme entrambi, Trovesi sicuramente, Locatelli probabilmente, sebbene a tre secoli di distanza.

Si tratta di un background culturale e musicale che si è costruito nel tempo partendo dalla canzone medioevale “L’Homme Armèe” utilizzata per circa 300 anni come “tenor” per le messe sacre da numerosi compositori che vanno dai fi amminghi del quattrocento passando da Palestrina fi no a Carissimi. L’incipit di quella canzone recitava “ambulat hic armatus homo”. Nel nostro caso, si tratta di uomini armati di ingegno, violini e clarinetti che nella loro formazione sono sicuramente passati dalla musica sacra ma anche attraverso quella profana fatta da danze popolari (la bergamasca e il saltarello) o dal tema della follia e dal virtuosismo esecutivo che prevedeva quale elemento centrale la famosa cadenza, trascritta per comodità di trasmissione ai posteri, ma assolutamente improvvisata sia da Locatelli sia da Trovesi su materiali musicali così diversi ma estremamente vicini.
Pietro Antonio Locatelli (Bergamo, 3 settembre 1695 – Amsterdam, 30 marzo 1764) è stato un compositore e violinista di straordinario virtuosismo, la cui notorietà europea, solo da relativamente pochi anni ha raggiunto la nostra terra bergamasca grazie ad un prezioso recupero fi lologico delle sue opere conservate presso la Biblioteca Angelo Maj. Eppure Locatelli ebbe i natali anagrafi ci e musicali a Bergamo ed in particolare nelle ‘cantorie’ della Basilica di Santa Maria Maggiore, in qualità di violinista. Nel 1711, grazie alle sue eccezionali capacità viene inviato a Roma, ad approfondire lo studio della musica con Giuseppe Valentini negli anni fulgidi di Arcangelo Corelli. Egli rimase a Roma fi no al 1723, dove godette del favore del cardinale Pietro Ottoboni e del maggiordomo del Papa, monsignor Camillo Cybo, dedicatario dei XII Concerti Grossi Opera I (1721). In seguito a partire dal 1723 – probabilmente in concomitanza con la partenza dall’Urbe del suo protettore, monsignor Cybo – iniziò a viaggiare soprattutto in Germania. Nel 1729, Locatelli si stabilì ad Amsterdam, città in cui visse fi no alla morte, allontanandosi raramente da essa. Qui diresse il Collegium Musicum, composto da benestanti amanti della musica per i quali egli componeva e per i quali, ogni mercoledì con regolarità, teneva un concerto presso la propria abitazione. 
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