Home | Edizione 2009 | Sergio Caputo

In apertura Nagaila live
Sergio Caputo
Mauro Beggio, batteria; Edu Hebling, basso;
Giulio Visibelli, sax e flauto;  Paolo Vianello, pianoforte e tastiere

Una curiosa coincidenza lega Sergio Caputo a Notti di Luce. Nel 1999, infatti, mentre a Bergamo andava in scena la prima edizione dell’evento voluto dalla Camera di Commercio, Caputo decideva di trasferirsi in America, prendendo casa a San Francisco  in California. Una scelta quasi naturale, quella dell’artista romano, di vivere nel paese patria del jazz, visto che da sempre è proprio su questo genere musicale che lo stile di Caputo affonda le proprie radici. Non sono certamente casuali quindi le collaborazioni con Dizzy Gillespie, Lester Bowie, Tony Scott, Mel Collins (King Crimson), Tony Bowers (Simply Red), Enrico Rava, Roberto Gatto, Roberto Nannetti, Giulio Visibelli, Ettore Bonafè, Raffaello Pareti, Danilo Rea e molti altri.  Caputo, dopo aver iniziato la propria carriera musicale alla fine degli anni ’70, cattura subito l’attenzione del pubblico per il suo modo di fare musica, legato certamente al jazz ma capace di spaziare anche tra i ritmi latini, usando un linguaggio letterario innovativo. Nel 1983, con l’uscita del primo album, fa cantare l’Italia intera grazie al suo “Sabato italiano”. Poi, tra un festival di Sanremo e l’altro realizza altri undici album e compilation varie, lavori nei quali Caputo sperimenta nuove chiavi espressive, affermandosi e maturando come autore e artista a tutto campo, conquistando negli anni un pubblico dai gusti musicali e poetici raffinati. Da tempo, però, l’artista ha virato decisamente sul genere jazz, con contaminazioni swing e latino. Dopo il trasferimento in California, Caputo realizza nel 2004 il suo primo album targato Usa, “That Kind of Thing”, un lavoro strumentale che lo vede esordire come chitarrista “Smooth Jazz” ottenendo un grande successo di critica e pubblico.
Ad aprire il concerto di Sergio Caputo salirà sul palco Nagaila, cantante dalla indubbie qualità vocali e comunicative, protagonista di un pop-rock raffinato e complesso.

Una voce estrema e toccante, accompagnata dal Rhodes graffiante di Fidel Fogaroli e dalle percussioni di Matteo Milesi.

 

 
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