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Luce all’improvviso
Testo Alessia Todeschini
Consulenza scientifica di Giovanni Bianchini
Progetto di  Raffaella Trigona e di Elena Bougleux
Attori Stefano Mecca, Max Brembilla
Voce solista Nagaila
Alle tastiere Fidel Fogaroli
Regia Oreste Castagna

Prima di ritrovarsi clochard ospitati temporaneamente da una chiesa, Isacco e Gianni erano un insegnante di fisica ed un aspirante scrittore. Entrambi sognano di dare una svolta alle loro vite, complice un prisma posto al centro della navata della chiesa, compiono invece un “viaggio” affascinante, dove trovano spazio i ricordi e la scienza, la storia e la poesia, Newton e Goethe... Lo spettacolo ruota intorno all’esperienza della scomposizione della luce in un prisma. Al centro della scena è la diffrazione (scattering) della luce nei colori dello spettro, che diventa nello stesso tempo un duplice evento: metafora e spettacolo. La singolarità che diventa molteplice, il gioco del bianco e del nero, la linearità e la curvatura sono i temi toccati dalla messa in scena, che si avvale di una storia fatta di incontri, di accoglienza, di testi rubati alla filosofia, all’arte e alla letteratura. Il tutto per descrivere un “piccolo” fatto scientifico che è tanto frequente e diffuso quanto, contemporaneamente, sorprendente e complesso. E gli spettatori sono invitati a percorrere a piccoli passi un sentiero scavato fra le dure rocce della scienza e la fragile terra della poesia. Scoprendo, insieme ai due clochard, un’altra visione di ricchezza. Ad accompagnare la rappresentazione teatrale, l’intensa voce di Nagaila. Una cantante e autrice dalle notevoli qualità vocali e un gusto per la ricerca e l’utilizzo strumentale della voce.

In collaborazione con il Ce.R.Co. dell’Università degli Studi di Bergamo

 
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