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Lux Magnum Chaos: Installazioni luminose di Enzo Catellani
in collaborazione con Domenico Egizi
Magnum Chaos è il titolo di una tarsia cinquecentesca disegnata da Lorenzo Lotto e realizzata da Giovan Francesco Capoferri nel 1524, posizionata nel “coro” ligneo della Basilica di Santa Maria Maggiore di Bergamo Alta, dove vengono sintetizzati simbolicamente in un’unità iconografica tutti gli elementi della “Creazione“.
Partendo dalla rielaborazione formale della tarsia si è realizzato per sintesi un percorso di sculture luminose che, attraverso tre diverse installazioni di Enzo Catellani in Santa Maria Maggiore e nei cortili della Camera di Commercio e di Palazzo Frizzoni, ha sviluppato creativamente gli aspetti concettuali e artistici del disegno lottesco.
Esiste inoltre una stretta analogia tra la natura materica della tecnica dell’intarsio e l’opera di Enzo Catellani che ha basato una parte significativa della sua ricerca sul rapporto tra luce e gli effetti della rifrazione di vari materiali, creando vere e proprie sculture luminose. E’ la materia che illumina e crea, come nell’intarsio, effetti, colori, forme e disegni. Di particolare significato simbolico è l’utilizzo della candela, del cero e della fiamma.
Il progetto, realizzato in collaborazione con Domenico Egizi, si configura mediante installazioni luminose determinate da un linguaggio puramente estetico, in cui non soltanto la forma modula la luce, ma quest’ultima diviene elemento materiale di una composizione scenica che dialoga con la massa architettonica che la contiene.
Installazioni che assumono un ruolo di mediazione nel rapporto tra lo spazio e la dimensione fisica e psicologica del fruitore operando una piacevole trasformazione spaziale e sensoriale dei luoghi. Contesti che il visitatore percepisce quindi non in posizione statica, ma dinamica e pluri-visuale. La Basilica di Santa Maria Maggiore, i cortili di Palazzo Frizzoni e della Camera di Commercio sono le sedi prescelte per questa performance di luce ed ambiente ed ospiteranno “luci d’oro” in varie declinazioni, in sintonia con le splendide decorazioni barocche della nostra Basilica, “lampade a candela”, “cascate di luce”, “lune e soli”.
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Le installazioni luminose si pongono inoltre come complemento scenografico dei luoghi che le ospitano interpretando lo spazio architetturale mediante la creazione di effetti di luce ed ombra di particolare valore percettivo ed emotivo.
Il progetto di illuminazione urbana
Ci sono, nella vita urbana, eventi grandi e piccoli che, ritornando ogni anno, assicurano un senso di continuità identitaria a quella stessa vita. Ed è importante, perché, intanto, la città cambia, si trasforma, o, anche solo per accudire se stessa, modifica temporaneamente la possibilità d’uso dei suoi spazi.
Quest’anno “Notti di Luce”, che ha sempre riconosciuto come primario e strategico il suo agire nello spazio urbano, giunge al nono anno di attività: una durata che fa collocare la manifestazione fra gli eventi che scandiscono l’anno e segnano il centro cittadino. Ed è, ancora una volta, la luce la chiave di lettura che viene offerta ai cittadini. Una luce che vuole evitare gli effetti di “oscurante abbagliamento” cui ci sta abituando l’inquinamento luminoso. Una luce di festa, certo, ma capace di farci di nuovo vedere il centro.
Il rapporto con lo spazio generatore del centro cittadino sarà, inoltre, rafforzato se ci si affiderà alla lunga, e ancora vitale, durata di questo: cioè all’eredità della Fiera. Che, oggi, si manifesta ancora nella piazza Dante: sia fisicamente con la fontana del Caniana al centro di un quadrato inedificato e definito da antichi moduli, sia concettualmente con la Camera di Commercio che lì si affaccia come motore economico della città.
Ecco, allora, l’antico centro della Fiera riemergere come polo urbano capace di far vivere la città anche di notte col vestirsi di luce. L’ombrosa piazza Dante perderà, da fine agosto al 9 settembre, la sua abituale semi-oscurità notturna per proporsi, temporaneamente e luminosamente, come foyer urbano –cioè di tutti- di un altrettanto temporaneo teatro realizzato nel quadriportico del Sentierone e del Teatro Donizetti, la cui facciata appena restaurata apparirà illuminata al di là del Sentierone. Ma non sarà piazza Dante l’unico polo della luce, perché, di nuovo quest’anno, ci sarà un prologo alle manifestazioni: con la festa di S. Alessandro e l’illuminazione del suo luogo deputato.
Walter Barbero
architetto

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