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Technopolis
con Titino Carrara nel ruolo di Arlecchino e i Kataklò Athletic Dance Theatre
regia di Oreste Castagna

Titino Carrara
L’attore, insieme al fratello Armando e alla madre Argia Laurini,fondaa Vicenza nel 1975 la Compagnia di teatro stabile di innovazione “La piccionaia”. Fin dal suo primo apparire i Carrara si sono imposti come un rarissimo esempio di sopravvivenza della tradizione della commedia dell’arte. Durante le loro tournee in tutto il mondo si sono confrontati con le tradizioni antiche del teatro orientale, con quello musicale rinascimentale e barocco, ma anche con la più recente ricerca sull’antropologia teatrale. Il repertorio dei fratelli Carrara è caratterizzato da una continua ricerca rivolta al teatro popolare d’arte dominato da una relazione forte e continua tra platea e palcoscenico.

La compagnia
Kataklò Athletic Dance Theatre è la prima compagnia di danza italiana composta da atleti di livello olimpionico che si esibiscono in un felice connubio tra sport e spettacolo dando vita ad una forma d’arte inedita e originale. Nel 1995 Giulia Staccioli, campionessa olimpionica di ginnastica ritmica e per alcuni anni componente dei Momix, fonda insieme al marito Andrea Zorzi la prima compagnia di Dance Athletic Theatre. I Kataklò debuttano un anno dopo con lo spettacolo “Indiscipline”, un successo internazionale che li porterà a Sidney in occasione delle Olimpiadi. Se lo sport è stato per questi atleti ballerini un insostituibile trampolino di lancio, scuola di disciplina, sacrificio e impegno, oggi ilteatro è il loro inequivocabile punto d’arrivo. Dal 2002 Giulia Staccioli e Andrea Zorzi fanno parte della commissione internazionale incaricata di tracciare le linee guida delle Olimpiadi della Cultura del 2006 a Torino.

Lo spettacolo
Technopolis” è stato messo in scena la prima volta a Bergamo nel 2004 in occasione della XXI Conferenza Mondiale IASP. E’ la traduzione teatrale della figura complessa ed enigmatica di Arlecchino,il servo lazzarone e truffaldino che la Commedia dell’Arte di Carlo Goldoni ha trasformato nel popolano malizioso ma in fondo onesto e sensato. Titino Carrara dà corpo e voce all’uomo Arlecchino, al suo tentativo di superare i limiti della condizione umana, alla sua ricercadi un nuovo codice espressivo che si concretizza in un linguaggio caratterizzato da un lessico composito, a metà tra la lingua italiana, il dialetto veneto/bergamasco e l’onomatopeia. Un linguaggio che, unito ad una mimica facciale e corporea, diventa universalmente comprensibile. Lo spettacolo sviluppato coreograficamente, sulle musiche di Jan Garbarek, dai danzatori/atleti dei Kataklò è tutto incentrato nella ricerca del limite della prestazione fisica, nel gesto impossibile, è fusione di movenze atletiche, poesia della danza, magia dei suoni e delle luci. Strutturata in diversi quadri la performance dei Kataklò entra in diretto contatto con il pubblico, lo coinvolge emotivamente, lo stupisce e lo sorprende ad ogni mutare della coreografia. Infine la luce, elemento di fusione e al tempo stesso di guida tra le varie componenti dello spettacolo.

 
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