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La città e gli occhi
Tavola rotonda
Non fate lavorare l’occhio sempre nella stessa direzione: lo affaticherete; procurategli invece quei “cambiamenti di scena” che permettono alla passeggiata di non cadere nella stanchezza e nella noia. Dietro l’occhio sta quella cosa mobile e ricca, feconda, fantasiosa, razionale ed elevata, che è lo spirito. Ciò che cadrà sotto i nostri occhi farà la nostra gioia. (Le Corbusier, 1925)
Il tema prescelto da Notti di Luce per l’edizione 2004 consente di toccare una molteplicità di argomenti di grande attualità soprattutto se affrontati da angolazioni diverse con l’apporto di competenze e contributi multidisciplinari.
Diventa quindi praticamente inevitabile, per una manifestazione interamente giocata sul dialogo tra diversi linguaggi e forme espressive, avviare una riflessione a più voci sull’intuizione di Italo Calvino, la Città e gli occhi, trasformando il “pretesto” offerto dalla tavola rotonda in un vero laboratorio creativo.
Il tema della visibilità/invisibilità della città e, quindi, le molteplici “relazioni a catena” innescate dal puro elemento sensoriale, ci conducono nella dimensione prima dell’architettura, quale espressione contemporanea dell’intelletto e del cuore umano, in equilibrio tra arte e scienza.
Attraverso gli occhi umani o tecnologici, come l’obiettivo della macchina fotografica, della cinepresa o delle web cam, è possibile interpretare creativamente la città, visibile o immaginata, trasportandola in una dimensione a-temporale, in cui prevalgono i desideri individuali, i ricordi, la fantasia.
Oppure è possibile monitorare, controllare o persino determinare processi e comportamenti sia per migliorare la qualità della nostra vita sia per influenzarla o peggio violarla. Il primo caso è quello degli orobit: gli occhi tecnologici (ed assolutamente innovativi) del parco di Bergamo, che attraverso il rilevamento ed elaborazione di dati (bit) sulla condizione del terreno (oro) ci consentono di attivare interventi mirati a migliorare la qualità dell’ambiente pur in un’area fortemente industrializzata quale Bergamo. Il secondo è legato inevitabilmente alla televisione: strumento dalle grandi possibilità comunicative, creative ed educative, oggi sempre più indirizzato nella “spettacolarizzazione” di modelli stereotipati di vita (reality shows).
Gli occhi ci consentono infine di viaggiare e scoprire culture molto lontane geograficamente dall’Europa da cui, spesso inconsapevolmente, la nostra società è fortemente influenzata nelle tendenze “etniche” della musica, della moda e dell’arte.
Relatori:
Carlo Dignola, giornalista e coordinatore
Walter Barbero, architetto
Domenico Egizi, Presidente Parco dei Colli di Bergamo
Davide Ferrario, regista
Giorgio Gaslini, musicista e compositore
Roberto Masotti, fotografo de La Scala di Milano
Renzo Salvi, Capo progetto Rai Educational
Federico Spinetti, etnomusicologo
Nel corso della tavola rotonda sarà presentato e offerto ai partecipanti il compact disc Musiche dalle Città Invisibili di Claudio Angeleri che documenta il progetto multidisciplinare di musica, teatro e immagini presentato in anteprima assoluta da Notti di Luce 2004.

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