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Kataklò Athletic Dance Theatre "Up, verticali energie"

Kataklò Athletic Dance Theatre, la compagnia italiana di danzatori-atleti nota al pubblico italiano ed internazionale per i successi ottenuti con i precedenti spettacoli Indiscipline e Kataklopolis, presenta il nuovo spettacolo,"Up, verticali energie", un'opera dedicata alla montagna intesa come luogo di espressione fisica e come rappresentazione di elevazione spirituale.
Lo spettacolo è composto da diverse sequenze che evocano nella prima parte la conquista della montagna da parte dell'uomo. Supportati da un ampio armamentario da montagna, corde, imbragature, racchette, sci, i danzatori riempiono lo spazio scenico di esuberante fisicità e prodezze atletiche.
Raggiunte le vette l'uomo si lascia conquistare dall'incanto della natura. E sono i fiori, gli animali, il ghiaccio a dialogare con l'uomo in una danza che si fa meno irruente ma ugualmente intensa.
"Up, verticali energie" è un omaggio di Kataklò al mondo naturale, un'occasione di riflessione sul rapporto tra l'uomo e la montagna.
Nella scelta dei brani musicali, lo spettacolo si apre con la prorompente decisione dei Nine Inch Nails per arrivare attraverso le più svariate sonorità (Mari Boine, Utah Saints, Bregovic, Janet Jackson) ad un avvolgente canto gregoriano accompagnato dallo straordinario sax di Jan Garbarek
La compagnia nata nel 1995 sotto la direzione di Giulia Staccioli, che firma le coreografie e la regia, era inizialmente composta da 7 olimpionici italiani. Oggi Kataklò conta 18 atleti-ballerini (11 dei quali impegnati in "Up") di altissimo livello, atleti danzatori che finalmente liberi dai vincoli della competizione, esplorano con entusiasmo e passione le infinite possibilità espressive della danza.
Produttore e light designer è Andrea Zorzi, indimenticato pilastro della pallavolo mondiale.

La compagnia:
ATHLETIC DANCE THEATRE
Sospeso tra danza e sport Kataklò Athletic Dance Theatre azzarda nuove forme espressive, proponendo - primo gruppo in Italia - una forma di rappresentazione teatrale che nasce dalla contaminazione fra sport e danza, acrobazia e body art, prestazione ginnica di alto livello e pura poesia.

Kataklò è un termine greco che significa"io ballo piegandomi e contorcendomi". Basta averli visti una volta sul palco per capire che un nome più adatto non si poteva trovare. Kataklò sono un caleidoscopio di figure in continuo movimento e mutazione. Nelle loro mani, nelle loro braccia, nelle loro gambe di atleti olimpionici, lo sport diventa danza, per tornare gioco, per diventare forma pura, per trasformarsi in cartoon, per condensarsi in tableau vivant. E lo sport si trasfigura in arte.
Lei è Giulia Staccioli, stella incontrastata della ginnastica ritmica e per diversi anni componente dei Momix. Lui è Andrea Zorzi, pilastro della pallavolo mondiale. E' il 1995 e i due, insieme a un piccolo gruppo di atleti, si lanciano nell'ambizioso progetto di far scaturire dallo sport una nuova forma di danza. Così nasce Kataklò, di cui Giulia è coreografa e Andrea direttore tecnico e "pittore di luce". Da subito il gruppo conquista un pubblico ampio e trasversale superando ogni barriera di età, lingua, cultura.
Kataklò sono atleti-danzatori che riempiono lo spazio scenico di dirompente energia. I loro spettacoli nascono da un rigoroso lavoro di equipe e da un'attenta ricerca della qualità e della perfezione tecnica. E' così fin dall'inizio, quando il gruppo viene fondato da Giulia Staccioli e Andrea Zorzi con la preziosa collaborazione di Paola Corio Kahler, Ilaria Cavagna, Maurizio Colucci, e Daniela Vergani. A questi coraggiosi "pionieri" va il merito di aver acceso la miccia Kataklò dando vita a una "tribù" che si è poi allargata con l'arrivo di Paolo Bucci, Irene Germini, Tiziana Di Pilato, Davide Agostini, Valentina Marino e Marco Zanotti.
Trasgredire le regole, ribaltare i luoghi comuni, guardare la realtà alla rovescia, animare ciò che è inanimato: Kataklò applica le magiche regole del suo particolare fare spettacolo a tanti ambiti espressivi: dagli "special events" realizzati per importanti aziende e manifestazioni sportive, agli interventi in trasmissioni televisive, workshop, stage, congressi. Così il linguaggio Kataklò esce dai confini del teatro e conquista un pubblico sempre più ampio e appassionato.
"Scatto muscolare che corre sull'avambraccio di un'arte che sfila perle di pura follia disseminate sul palco del nostro stupore." (Paola Medeot)

 
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