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Vannetta Cavallotti

Vannetta Cavallotti vive e lavora a Bergamo dal 1985.
La sua formazione culturale avviene a Torino soprattutto nell'ambito familiare dello zio Lucio Ridenti e nello studio del pittore surrealista Raffaele Pontecorvo, dove pratica per molto tempo lo studio del nudo e delle tecniche pittoriche.
La sua espressione artistica risente dunque delle radici torinesi fantastiche.
Dalle prime esposizioni dove presenta le pitture (Gli acefali) a Palazzo Cuttica, Alessandria 1976, passa poi ad oggetti tridimensionali inserendo pittura e scultura all'interno di oggetti da trovarobe definiti "I reliquiari della memoria" (Galleria Valentini, Milano 1980, Art Gallery Milano 1984). Nella mostra intitolata "l'Annunciazione" (Galleria la Bussola, 1985, Torino) la scultura prenderà il sopravento sulla pittura e la sua dimensione al vivo che la caratterizza tutt'ora.
A seconda delle esigenze creative alterna nella scultura il modellato al calco e preferisce i materiali inconsueti come le resine poliestere non caricate o il poliuretano espanso.
Ultimamente ha sperimentato la luce inserendo la fibra ottica nelle sculture.
Ed è proprio l'abbinamento musica-luce che le suggerisce una sorta di concerto da camera dove l'improbabile quartetto composto soltanto da violoncelli evoca un fantastico legame tra musicista e strumento.
Dal 1976 propone quasi ogni anno una esposizione personale, preferibilmente a tema, nelle più importanti città italiane. Tra le più significative si ricordano quella dedicata a Camille Claudel (Galleria Schubert, Milano 1990), Omaggio a Carlo Goldoni in occasione delle celebrazioni del Bicentenario (Teatro Donizetti, Bergamo 1993, Teatro Goldoni, Venezia 1993 ), Stupor mundi (Ex chiesa della Maddalena, Bergamo 1993), Latrinae (Galleria Schubert, Milano 1995), Vuoti a rendere (Galleria En plein air, Pinerolo (TO) 1996), Sculture di luce (Palazzo Moroni, Bergamo 2001), Quartetto per violoncello solo (Galleria Arte Bergamo, Bergamo 2002)

Ha partecipato a molte mostre collettive tra le quali, si menzionano:
"I fenici" Palazzo Grassi, Venezia 1988,
"IL teatro dell'oggetto" Teatro Sociale, Bergamo 1993,
"Les grandes dames", Palazzo della ragione, Milano 1995,
"L'abito come metafora", Villa Pisani, Stra, Venezia, 1996
"Fascinosum et tremendum" palazzo Bricherasio, Torino 1998
"Vanitas vanitatum" Chiostri della Basilica di S. Stefano, Bologna 2000

 
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