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Giovanni Legrenzi, musicista tra Bergamo e Venezia

Accademia Legrenziana con strumenti d'epoca
Lavinia Bertotti, soprano - Caterina Calvi, contralto - Fabio Buonocore, tenore - Giovanni Guerini, basso - Angelo Marchetti, Maurizio Lanfranco, flauti - Alberto Stevanin, Luca Giardini, violini - Marco Testori, violoncello - Nicola Dal Maso, violone - Michele Guadalupi, tiorba - Davide Pozzi, clavicembalo
Maestro di concerto Angelo Marchetti
Direzione artistica e organizzazione: Angelo Marchetti e Michele Guadalupi

Bergamo ed i suoi musicisti del passato: il pensiero di molti corre istintivamente a Gaetano Donizetti; altri, un poco più addentro nella storia della nostra musica, aggiungeranno il nome di Pietro Antonio Locatelli e Giovanni Legrenzi, o del bergamasco di adozione Johann Simon Mayr, che di Donizetti fu il maestro. Da parte di molti si tende insomma a pensare il passato musicale della nostra città come un periodo di relativa oscurità, illuminato a tratti dall'opera di alcuni grandi personaggi, quasi spuntati dal nulla per i misteriosi disegni di qualche Musa. La realtà è stata invece assai diversa, e di molto più ricca: gli illustri personaggi citati furono in effetti l'inevitabile prodotto di una vita musicale fervida, ricca e costante attraverso molti secoli, che ha dato nel corso del tempo numerosi frutti degni di menzione e di rivalutazione.
Il principale "centro gravitazionale" della vita musicale bergamasca è stato, almeno sino agli inizi di questo secolo, la Cappella Musicale della Basilica di Santa Maria Maggiore, nella quale hanno operato come cantori, musici, direttori numerosissimi musicisti (bergamaschi e non) di grande levatura. La Cappella della Basilica, e le Scuole che al suo interno sono cresciute e si sono affermate, hanno in effetti costituito attraverso i secoli sia un "trampolino di lancio" per i più valenti musicisti bergamaschi (molti dei quali hanno poi riscosso successi in altre città d'Italia e d'Europa), sia un forte e prestigioso richiamo per cantanti, strumentisti e compositori di varia estrazione, che a diverso titolo vi vennero chiamati e vi operarono. Non si dimentichi, tra l'altro, che Bergamo fu nel Rinascimento ed oltre una tre le più importanti città della Repubblica Veneta, città di confine e cerniera culturale con il Milanese.
Questo concerto si propone di lanciare un raggio di luce su questa composita realtà musicale, in quel periodo particolarmente ricco di stimoli che furono il XVII secolo. Vi sono rappresentati due autori bergamaschi , Giovanni Cavaccio e Giovanni Legrenzi (quest'ultimo iniziò la propria carriera come violinista in Basilica per poi prendere il volo verso altre città), attivi per periodi più o meno brevi presso la Basilica di Santa Maria Maggiore.
Molto ricca, e di livello qualitativo assai elevato, è la produzione di Giovanni Legrenzi ( Clusone 1626 - Venezia 1690) considerato il maggior violinista europeo prima di Corelli "...Figlio del musicista Giovanni Maria, probabilmente allievo di G. Rovetta, discepolo di Monteverdi e di C. Pallavicino, nel 1654 era organista in S. Maria Maggiore a Bergamo, successore di Cazzati e membro dell’Accademia degli Eccitati;..". Dopo un breve periodo quale strumentista a Bergamo, operò dapprima a Ferrara poi quale maestro di cappella alla Basilica di San Marco a Venezia, dove fu forse per breve periodo maestro di Vivaldi. Autore di musica strumentale, musica sacra ed oltre 50 melodrammi, Legrenzi era considerato al suo tempo il più importante operista europeo; Johann S. Bach conosceva ed apprezzava la sua musica, al punto da utilizzare un suo tema (Thema legrentianum) nella monumentale Arte della Fuga.
Del compositore clusonese verranno eseguite composizioni sacre concertanti,nello stiule tipico della cappella musicale veneziana, e Sonate da Chiesa, inedite in tempi moderni e in buyona parte im prima esecuzione moderna.
Giovanni Cavaccio, compositore e poeta italiano ( Bergamo 1556 - 1626): secondo lo storico D. Calvi trascorse l'adolescenza alla corte di Monaco in Baviera e dei lunghi periodi a Roma e Venezia. Nel 1576 entrò a far parte della cappella del Duomo di Bergamo dapprima come cantore quindi come maestro (1581). Occupò questo stesso incarico nella cappella musicale di S. Maria Maggiore dal 1598 fino alla morte.

La Accademia Legrenziana, gruppo da Camera del Centro di Musica Antica di Bergamo, si è specializzata nel corso degli anni nella esecuzione di musiche italiane ed europee del seicento e del settecento.
Attraverso la ricerca nelle biblioteche italiane e non di un repertorio meno consueto il complesso intende proporre con la dovuta attenzione filologica programmi che hanno avuto una destinazione prevalentemente cameristica.
Musiche vocali e strumentali, sacre e profane, costituiscono un materiale che viene costantemente rielaborato e reinventato alla luce delle conoscenze storiche sia per quanto riguarda la prassi esecutiva sia l’uso di strumenti musicali storicamente attendibili.
Una particolare attenzione è riservata ai compositori italiani o comunque di area italiana perché costituiscono il naturale retaggio storico dei musicisti che compongono le diverse formazioni. Gli esecutori che di volta in volta si alternano nei diversi repertori hanno differenti provenienze e formazioni nella esecuzione di brani musicali antichi, grande esperienza strumentale e concertistica, nutriti curricula in diversi gruppi e rinomate orchestre.
Monografie dedicate a particolari musicisti, aree geografiche musicali e culturali, stili compositivi ed esecutivi sono i temi specifici nei vari programmi del complesso.
Nella sintesi delle esperienze esecutive diverse e dei differenti repertori si articolano le seguenti proposte musicali, che non esauriscono il repertorio del gruppo, nell’intento di ricostruire il più possibile un gusto, uno stile, una sonorità di un passato che ci appartiene.
Le diverse formazioni del Centro hanno suonato in numerosissime città d'Italia, Svizzera, Lussemburgo, Francia, Germania e partecipato a importanti stagioni concertistiche ed a rassegne specializzate; tra le più significative partecipazioni, vale la pena ricordare "Musica Pomposa" nella omonima Abbazia, "Arte e Musica Antica" di Lallio, il "Festival Cusiano di Musica Antica", "MusicaEstate" di Pesaro, "Musica in Rocca" di Imola, i concerti alla "Sala Laudamo" di Messina, la "Kammeroper" di Francoforte, il "Festival dei Saraceni" di Mondovì …
Nel febbraio 2001 ha pubblicato per la casa Rugginenti di Milano un CD dedicato ad autori napoletani del XVIII secolo.

 
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